Il volume Parigi-Saigon in automobile di Guy de Larigaudie, pubblicato in italiano da Robin Edizioni nel 2019 con introduzione di Vittorio Bernardi e traduzione di Claudio Salone, è il resoconto dell’impresa compiuta tra il 1937 e il 1938 dall’autore e dall’amico Roger Drapier: un viaggio in automobile da Parigi a Saigon a bordo di una vecchia Ford decappottabile, soprannominata “Jeannette”. Attraversando Europa, Medio Oriente e Asia, Larigaudie racconta con vivacità incontri, imprevisti e paesaggi, restituendo al lettore il fascino di un’avventura vissuta con mezzi semplici ma con grande entusiasmo.
Il libro si colloca a metà strada tra diario di viaggio e racconto di formazione. L’itinerario geografico diventa infatti anche un percorso umano e spirituale: la strada, con le sue difficoltà e scoperte, rappresenta un’occasione di crescita, di amicizia e di fiducia nella Provvidenza. In questo senso il testo si collega idealmente al più noto Stella in alto mare, opera in cui l’autore sviluppa con maggiore intensità la dimensione interiore dell’avventura e la ricerca di un orientamento spirituale nella vita. Se Stella in alto mare ha il carattere di una meditazione narrativa sul senso del cammino e della fede, Parigi-Saigon in automobile ne rappresenta quasi la controparte concreta e dinamica: l’avventura vissuta sulla strada, con lo stesso spirito di apertura e fiducia.
Nel panorama della letteratura scout tra le due guerre, l’opera di Larigaudie occupa un posto significativo accanto ai testi ispirati all’esperienza educativa dello scautismo promosso da Robert Baden-Powell. Negli anni Trenta, infatti, accanto ai manuali e ai racconti per ragazzi, si sviluppò una narrativa di viaggio e testimonianza che cercava di incarnare lo spirito scout in esperienze reali di esplorazione e incontro tra popoli. In questo contesto Larigaudie — esploratore, giornalista e rover francese — contribuì con uno stile personale, capace di unire avventura, spiritualità e senso della fraternità internazionale.
Nel complesso Parigi-Saigon in automobile rimane una lettura affascinante non solo per gli appassionati di viaggi, ma anche per chi si interessa alla cultura dello scautismo: un racconto che testimonia come lo spirito scout possa tradursi in un modo di guardare il mondo con curiosità, coraggio e fiducia.
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